La quarta rivoluzione industriale è alle porte: dalla neurotecnologia all’editing del dna, dai veicoli autoguidati ai robot intelligenti, lo sviluppo tecnologico sta per cambiare radicalmente le nostre vite e la nostra identità come esseri umani. Un’evoluzione che dovrà essere regolata per poter sprigionare tutto il suo potenziale positivo e non acuire le diseguaglianze. Ne abbiamo parlato con Nicholas Davis, membro del comitato esecutivo e capo della sezione Society and innovation del World economic forum, l’organizzazione no profit che dal 1971 promuove la cooperazione pubblica e stimola il dibattito economico con il forum di Davos.

World Economy Forum

In molti settori, l’Intelligenza Artificiale e i sistemi automatizzati sono destinati a diventare una presenza sempre più pervasiva. Come possono i governi e le imprese trovare il giusto equilibrio nella relazione tra uomo e tecnologia?

Sono quattro i principi che è necessario seguire per assicurarsi che le nuove tecnologie, in particolare quelle relativa all’AI e ai sistemi automatizzati, contribuiscano a una relazione bilanciata tra gli uomini e la tecnologia. Il primo consiste nel guardare oltre la singola tecnologia e scorgere, invece, il suo impatto sull’intero sistema. Anziché focalizzare l’attenzione sui veicoli autonomi, dovremmo considerare la loro influenza sulla mobilità in generale: sulla congestione del traffico, sullo spazio e sulle opportunità economiche che ne derivano.

Il secondo principio da ricordare sempre è che le nuove tecnologie non sono forza esterne a noi: piuttosto, sono il risultato delle decisioni umane e dei nostri piani. Se solo ci prendessimo il tempo di discuterne e lavorarci, potremmo più facilmente definire i confini del loro impatto nell’ecosistema.

In terza istanza, è importante considerare le opportunità derivate dallo sviluppo tecnologico come un supporto per le persone e non come qualcosa che ne limita i poteri. Infine, bisognerebbe sempre tenere in considerazione che in tutte le tecnologie è presente il valore umano in molte forme. Per questo, dovremmo lavorare per rendere tali valori caratteristiche positive del sistema, capaci di garantire risultati migliori e non presentarsi unicamente come un costo.

Le ricerche e le istituzioni come il WEF come possono aiutare la politica a essere più lungimirante e a lavorare nei termini del lungo periodo?

Le organizzazioni come il Forum possono incoraggiare il pensiero a lungo raggio semplicemente accendendo l’attenzione sulle questioni cruciali che riguardano tutti noi e che, per essere affrontate, necessitano dell’apporto di più punti di vista e delle suggestioni degli esperti. Il Forum è neutrale, imparziale e slegato dagli interessi politici – questo ci permette di invitare stakeholder di tutti i campi a pensare al di là degli interesse a breve termine, per trovare modi efficaci di lavorare con differenti settori e industrie e collaborando con governi, business e società civile.

Lo sviluppo massivo dell’Intelligenza Artificiale diffonderà benessere o diseguaglianza?

A seconda di come sono immaginati e sfruttati, l’Intelligenza Artificiale e l’automazione su larga scala potrebbero portare a entrambi i risultati, o a uno solo di questi. L’esperienza della terza Rivoluzione Industriale – quella digitale – dimostra infatti che queste condizioni possono verificarsi nello stesso tempo: i sistemi automatizzati potrebbero aumentare il benessere, ma il rischio è che a beneficiarne siano solo piccoli gruppi di individui od organizzazioni che possiedono piattaforme tecnologiche o possono usare i nuovi strumenti per ottenere benefici personali.

Infatti, la combinazione di Intelligenza Artificiale e risorse di dati private (come, per esempio, i feed dei social media) potrebbe assicurare un vantaggio competitivo significativo a un piccolo numero di player centralizzati. Un mondo in cui l’intelligenza Artificiale è responsabile di decisioni porta anche alla luce questioni cruciali per l’assetto e il rinforzo delle leggi di competizione: come si previene la possibilità che le Intelligenze Artificiali cospirino tra loro a svantaggio dei consumatori?

Le maggiori risorse italiane sono la cultura e la creatività. Quale sarà l’impatto della quarta rivoluzione industriale su questi settori?

L’industria culturale rivestirà un ruolo di maggior prestigio durante la quarta rivoluzione industriale. Ci rivolgeremo sempre più spesso al design e all’espressione artistica per comprendere le tecnologie che ci circondano – ciò significa che l’arte, il cinema, la scultura, la televisione e i media aumenteranno la propria influenza. Avremo anche bisogno di designer e artisti capaci di creare nuovi mondi e realtà aumentate.

Io credo infatti che, con l’aumentare degli oggetti e degli spazi generati in modo automatico dai sistemi AI, aumenterà anche la domanda di ambienti customizzati – creati dalle persone per le persone. La continua produzione di ambienti virtuali, inoltre, ci porterà a valutare di più le risorse culturali, le esperienze reali e i beni di alta qualità che un Paese come l’Italia possiede e produce.

Cosa possono fare l’Italia e i Paesi mediterranei per essere più competitivi in futuro?

Come tutti i Paesi, l’Italia e il bacino mediterraneo devono investire tanto nelle risorse umane quanto nella tecnologia. Con l’aumentare del potere riconosciuto alla tecnologia, le persone diverranno sempre più (e non meno!) importanti. Ciò significa che i Paesi dovrebbero focalizzare gli sforzi non solo nelle capacità tecniche della popolazione, ma nello sviluppo di soft-skills: le capacità, cioè, che rendono possibile la comunicazione, la collaborazione, lo scambio di idee, l’abilità a costruire e lavorare insieme scambiando valore.

 

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