Michele Benincaso Heroes

 

Michele Benincaso è il Ceo di Mind Music Labs , la start up con sede a Stoccolma che ha lanciato la prima chitarra smart: uno strumento che è allo stesso tempo una vera chitarra e una digital audioworkstation connessa. L’Internet of the things applicato alla musica, insomma. L’idea di questa chitarra evoluta l’ha avuta proprio Michele, maestro liutaio diplomato alla Scuola di liuteria Antonio Stradivari di Cremona, che si è ispirato a quello che Fender fece negli anni Cinquanta: aumentare le capacità espressive dello strumento e rendere fruibile la performance a un pubblico più ampio. Durante Heroes a Maratea, Michele Benincaso ci mostrerà le potenzialità di Sensus in un live emozionante, in attesa di ascoltarlo gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua creazione.

Possiamo paragonare Sensus a uno smartphone musicale? Vale a dire uno strumento che riunisce in sé quello che prima era possibile fare con numerosi strumenti separati?

Certo, il paragone, in effetti, è molto azzeccato! L’idea dietro SENSUS, infatti, va proprio in questa direzione: la vera rivoluzione portata dagli smartphone non è stata semplicemente quella di combinare le funzioni di numero si strumenti, ma quella di far sì che tali funzioni fossero integrate l’una con l’altra senza soluzione di continuità dal punto di vista del modo d’uso.

Così come uno smartphone, che permette di condividere istantaneamente un video e fare una chiamata video in streaming è molto più della combinazione tra un telefono e una videocamera, allo stesso modo

SENSUS è molto più della combinazione tra una chitarra e una Digital Audio Workstation. E’ la completa integrazione e fusione di quest’ultima all’interno dello strumento chitarra la vera rivoluzione: una rivoluzione che crediamo cambierà per sempre, in meglio, il modo di produrre musica di molti musicisti.

Perché hai deciso di fondare Mind Music Labs in Svezia e non in Italia?

A portarmi a questa scelta è stato più il destino che una riflessione ragionata: già prima della creazione di MIND Music Labs la Svezia era già la mia patria adottiva – anche se ovviamente l’ottimo ecosistema per il mondo delle startup e per quello musicale offerte da Stoccolma hanno contribuito all’idea di restare.

A dicembre avete concluso un round da due milioni di corone. Quali sono ora i prossimi passi di Mind Music Labs?

Come teniamo spesso a sottolineare SENSUS è per MIND Music Labs solo l’inizio. La piattaforma hardware/software su cui è basata SENSUS, il suo cuore pulsante, è un cuore che può dare vita a molti altri strumenti Smart di nuova concezione, oltre ad vere potenziali applicazioni anche in altri campi.

Per questo motivo al momento siamo impegnati in una roadmap di sviluppo parallelo, che vede da una parte il perfezionamento dello strumento SENSUS dal punto di vista di suono, funzionalità e usabilità, e dall’altro l‘ottimizzazione della nostra piattaforma, per renderla il più solido, flessibile e inter-operabile possibile.

 Qual è l’utilizzatore tipo di Sensus che hai in mente?

Le funzionalità e le migliorie in termini di espressività e performance offerte da SENSUS permettono a musicisti di ogni tipo di ottenere benefici significativi durante le loro performance, sia a casa che in studio o sul palco. Ovviamente sinora il maggior interesse verso SENSUS è stato mostrato da tutti quegli artisti – e sono molti – che amano mescolare sonorità più elettroniche a quelle tipicamente elettriche e acustiche, o da coloro che amano sperimentare rapidamente effetti di vario tipo.

L’invenzione di nuove tecnologie musicali ha sempre dato un grande impulso creativo alla creazione musicale, pensiamo al pianoforte alla fine del Settecento o al Moog negli anni Settanta. Cosa possiamo aspettarci dalla diffusione degli strumenti musicali Smart?

Michele Benincaso Heroes

L’effetto più immediato secondo noi sarà una fortissima “amplificazione” delle potenzialità espressive e comunicative dell’artista, che potrà attingere a suoni infiniti e avere una “potenza di fuoco” inimmaginabile fino solo a qualche anno fa: se l’avvento della chitarra elettrica ha reso possibile l’amplificazione elettrica del suono e la sua trasmissione alle folle oceaniche di Woodstock,

la chitarra Smart rende possibile raggiungere in tempo reale tutto il mondo “connesso”, senza la necessità di alcun intermediario tecnico o economico.

Un’ulteriore evoluzione sarà poi relativa all’interattività, sia tra i diversi musicisti sia tra musicisti e pubblico: il fatto che gli strumenti Smart possano connettersi in tempo reale tra loro e con ogni device connesso a Internet fa’ sì che l’unico limite all’interazione sia l’immaginazione: le applicazioni e possibilità sono davvero infinite, e non vediamo l’ora di vedere come i musicisti più reattivi sapranno sfruttarle!

E infine l´integrazione nativa con le nuove tecnologie come VR, AR e AI aprirà la porta a un nuovo “mondo” musicale.