Sergio Terzi, professore associato di Tecnologie Industriali al Politecnico di Milano, è autore di oltre cento pubblicazioni e fa parte di numerosi comitati scientifici nazionali e internazionali. È direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of management del Politecnico di Milano, gruppo di lavoro che si occupa di diffondere la conoscenza delle Smart Technologies nel manifatturiero e delle loro applicazioni nel contesto italiano. Gli abbiamo fatto qualche domanda sullo stato dell’arte dell’Industria 4.0 nel nostro Paese per scoprire se siamo pronti alla quarta rivoluzione industriale, uno dei temi principali negli appuntamenti di Heroes.

A che punto è l’industria 4.0 in Italia? Quali investimenti vengono fatti per ammodernare il nostro sistema produttivo?

L’industria 4.0 in Italia si sta muovendo. Innanzitutto nella consapevolezza. Se l’anno scorso – su un campione di oltre 300 imprese (Dati Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano) più di un’azienda su tre non sapeva definire cosa fosse l’Industria 4.0, quest’anno – certamente grazie alla promulgazione del Piano Nazionale Industria 4.0 – oltre il 90% delle aziende ha cognizione di cosa sia la nuova rivoluzione industriale.

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Anche nell’applicazione il mondo industriale italiano si sta muovendo, passando man mano dalle grandi alle medie imprese. Gli investimenti si stanno diffondendo, molto in ambito hardware, ma anche software.  

Quali sono le prospettive dell’industria manifatturiera italiana, in particolare nella moda e nel design? La robotica riporterà la produzione in Italia?

Il Piano Nazionale Industria 4.0 sta aiutando le imprese nell’ammodernamento industriale. Ciò sta accadendo in tutti comparti, anche se a velocità diverse. I settori tradizionali dell’industria meccanica, automobilistica e aeronautica stanno giocando un ruolo fondamentale, ma anche i comparti produttivi della moda e dell’arredamento iniziano a mostrare interessanti segni di movimento. Sarà interessante a fine anno trarre conclusioni più accurate.

L’ammodernamento passa da numerosi livelli tecnologici, dall’Internet of things, alla realtà aumentata, fino alla robotica collaborativa di ultima generazione. L’insieme di queste tecnologie aiuta intrinsecamente le aziende a essere più competitive e quindi – by definition – aiuta il manifatturiero nazionale nella competizione globale.

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Quali sono i distretti più virtuosi nello sviluppare l’industria del futuro in Italia?

L’Italia è un paese manifatturiero a 360 gradi. Praticamente tutti i comparti industriali sono presenti nello scenario nazionale, con punte di eccellenza nella meccanica di precisione. L’Industria 4.0 è un paradigma per tutte le imprese e per tutti i settori. Tutti i comparti nazionali devono essere parte di questa trasformazione.

Cosa possono fare l’Italia e i Paesi del mediterraneo per restare competitivi in ambito globale?

L’Italia è – nonostante tutti i limiti sistemici che presenta –  ancora la settimana potenza economica e industriale mondiale. Questa posizione è certamente il risultato del famoso genio italico, messo all’opera. Per non perdere questa posizione, occorre che il Sistema Italia comprenda e faccia propria la trasformazione digitale che è in atto ormai da tempo. Perdere il treno della digitalizzazione vuol dire semplicemente perdere la sfida della competitività.

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