Se ne parla da anni e, tra l’indignazione e la preoccupazione che internet non sia un posto poi così sicuro, il Parlamento italiano ha finalmente approvato una legge sul Cyberbullismo per prevenire i rischi e tutelare tutti gli internauti, soprattutto i minori d’età.

La legge è stata approvata all’unanimità “dopo un percorso legislativo di più di tre anni e diverse modifiche radicali. […] La legge era stata proposta dalla senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara, che era stata l’insegnante di una ragazza di Novara che nel 2013 si suicidò dopo che era stato diffuso un video dove veniva molestata sessualmente.

Per l’Italia, si tratta di un momento la cui importanza storica è sancita da una testo di legge che, innanzitutto, mira a inquadrare il problema fornendo una definizione ufficiale del termine. Niente più giri di parole e difficoltà di intervento. Da oggi sarà considerata Cyberbullismo:

“Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”

Dimostrando di aver ormai preso coscienza di un problema le cui implicazioni erano già state evidenziate all’inizio di quest’anno grazie allo studio Microsoft Digital Civility Index, il nostro Paese sa oggi come rispondere alla richiesta di aiuto da parte di adolescenti e adulti in merito al cyberbullismo.

I dati della ricerca, infatti, segnalavano un preoccupante 65% degli intervistati come vittima di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). In un’intervista rilasciata a Linkiesta, inoltre, il Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi aveva affermato che “circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di aver avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di cyberbullismo”.

Il tema del cyberbullismo è da sempre un argomento importante anche per Heroes meet in Maratea che, l’anno scorso – nell’ambito di Heores International 2016, ha ospitato il premio messo in palio da Little Genius. Ad aggiudicarsi la vittoria, Keepers Child Safety: un’applicazione basata su un sistema di AI che traccia contenuti di messaggi sospetti sugli smartphone dei bambini e sulle piattaforme dei social media, avvisando i genitori in tempo reale se il loro bambino viene minacciato.

L’algoritmo creato dalla startup israeliana, in particolare, riconosce l’atteggiamento degli utenti all’interno del testo, consentendo al sistema di rilevare in modo più accurato il bullismo informatico. Dopo l’installazione, l’app svolge un’attività di monitoraggio continuo delle discussioni e delle interazioni degli utenti.

Nuovamente ospiti di Heroes, i fondatori di Keepers offriranno all’edizione di quest’anno un importante contributo sul ruolo dell’intelligenza artificiale e della programmazione neuro-linguistica non solo per migliorare la funzionalità dei servizi e dei prodotti, ma anche per tutelare e difendere i navigatori da possibili attacchi.

Con l’intento di mantenere alta l’attenzione sul tema e continuare a diffondere informazioni utili in merito alle minacce della rete, Heroes ospiterà inoltre un panel dedicato al Cyberbullismo e alla Cyber Security, che vedrà il coinvolgimento di startup, imprese e istituzione.

Si discuterà di quali sono i principali rischi della tecnologia per i cittadini e gli strumenti per tutelarli, insieme a Manuela Siano, Autorità garante della privacy, Arturo di Corinto, giornalista, docente e esperto di cybersecurity, e Ernesto Belisario, fondatore di E-Lex.  Si discuterà, inoltre, delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale. Lo faremo Tra gli altri con Janusz Malecki, ricercatore di Google Deep Mind, una startup acquisita da google che lavora sui sistemi di intelligenza artificiale.

Il tema del cyberbullismo sarà affrontato nelle sue implicazioni più pratiche anche nell’ambito del Coinnovation Lab Innovation in education, un laboratorio di co-progettazione che si terrà il 21 e il 22 settembre a Maratea alla presenza di Microsoft, GrowITup, la Dg Innovazione e ricerca Commissione europea, Cnr, Autorità garante della Privacy, Little Genius International .

Parteciperanno, inoltre, accademici ed esperti del settore, come Valentino Magliaro di University.it e Chiara Burberi, fondatrice di Redooc, una piattaforma di education online di materie scientifiche per i ragazzi del liceo. Prenderanno parte alla maratona di co-progettazione anche 3 startup selezionate dalla giuria tecnica di Heroes.

SCOPRI TUTTI GLI OSPITI DI HEROES

L’obiettivo principale è individuare soluzioni condivise per la redazione di una Short Guideline da diffondere presso associazioni di categoria, scuole, istituzioni  e media sui seguenti temi: digital mismatch, cyberbullismo, digitalizzazione dei servizi degli istituti scolastici, educazione imprenditoriale. Attraverso un processo guidato di co-design verranno analizzati  i principali cambiamenti del mercato, le sfide, le criticità e le soluzioni migliori in termini di sostenibilità sociale, economica e ambientale. I progetti saranno presentati in un evento pubblico che si terrà a Roma a febbraio 2018.