Creatività

Copywriter, designer, videomaker, stilista e architetto. Ecco alcune delle professioni tipicamente considerate creative. Ma non sono le uniche. Un recente studio Nesta ha infatti dimostrato che gli ambiti di impiego della creatività non si limitano ai lavori legati all’espressione artistica o al diritto d’autore.

La nuova creatività: le qualità nascoste di manager, developer e PR

Cosa vuol dire essere una persona creativa e quali sono i parametri che definiscono la creatività di una professione? A tentare una definizione è la fondazione britannica Nesta che ha recentemente condotto una ricerca sulle aziende che il Governo inglese cataloga come “creative”. I risultati, liberamente sono sintetizzati nel report “A Dynamic Mapping of the UK’s Creative Industries e sorprendono per la loro atipicità, dal momento che evidenziano alcune incongruenze tassonomiche.

Creatività

Secondo i ricercatori, la classificazione vigente dei lavori creativi non sarebbe molto realistica. Professioni che fanno largo uso di intuito e creatività, infatti, sono ingiustamente escluse dalla lista. Per citarne solo alcune, la definizione non tiene conte dei settori del software development e del management.

Inoltre, molte delle occupazioni considerate al di fuori dell’industria creativa usano la creatività in buona parte dei loro processi di sviluppo. Al contrario, molte delle professioni presenti nella classificazione DCMS non hanno un forte componente creativa nonostante facciano parte di quel settore.

Cos’è la creatività?

Considerati i risultati della ricerca, sembra evidente la necessità di ribadire i confini della creatività e stabilire secondo quali parametri un’occupazione può realmente essere definita creativa. Secondo la fondazione Nesta, il concetto di creatività corrisponde a cinque criteri:

  • Si deve trattare di una professione volta a risolvere problemi in modalità nuove o creative;
  • Un lavoro che non può essere svolto da una macchina o un robot al posto dell’uomo;
  • Ogni volta che si svolge questo lavoro si deve attivare un gioco di fattori, competenze, impulsi creativi e apprendimento;
  • Il risultato dell’occupazione è nuovo o creativo nonostante il contesto in cui è prodotto e implica un grado di giudizio e di interpretazione creativi.

La misura della creatività

La fondazione Nesta ha quindi deciso di calcolare il livello di creatività di ogni professione, usando un metro di misura tutto nuovo: la “creative intensity”. I risultati lasciano senza parole: nei lavori più creativi compaiono ovviamente i graphic designer, seguiti da stilisti e designer di prodotto, architetti, produttori e direttori artistici. Ma il quinto posto è incredibilmente occupato dai manager dei settori Ricerca e sviluppo, seguiti da giornalisti, scrittori e traduttori. Il marketing si piazza all’ottavo posto e la classifica si chiude infine con i Pr.

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