Oscar di Montigny a Heroes

“Chi di voi è ottimista, pessimista o realista? E chi di voi è un eroe?”

Con queste parole Oscar Di Montigny ha esordito a  Heroes, Meet in Maratea. Una domanda che scalda il pubblico e punta dritto al cuore dell’evento, chiamando tutti gli eroi a raccolta. Ma chi sono esattamente gli eroi e qual è il loro compito?

Oscar di Montigny a Heroes

 

Secondo il Dalai Lama, afferma Di Montigny, nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. “Quando lo incontrai – ricorda il relatore – gli chiesi se è vero. Stetti con lui poco tempo, ma fu abbastanza per togliermi quella curiosità. Ho poi incontrato Raymond Kurzweill, uno degli uomini più influenti nel 2011 secondo il Time. Sostiene che nel 2045 gli uomini saranno immortali… sarà questo a renderci degli eroi?”

Basta aprire Wikipedia per ottenere risposta a questa domanda:

l’eroe, nell’era moderna, è colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.

Di Montigny legge con attenzione ogni parola, sottolinea le parole coraggio, sacrificio, proteggere, bene altrui. “È questo che rende un eroe tale: la capacità di sconfiggere le proprie paure, la generosità, la disponibilità. In una parola, l’umanità”.

Oscar di Montigny a Heroes

 

Dov’è l’umanità oggi? Dobbiamo ritrovarla, suggerisce Di Montigny. “Sono fermamente convinto che l’uomo sia la migliore tecnologia esistente. I robot sono dei programmi, formidabili ed efficienti, ma non potranno mai essere eroi. Le macchine forniscono risposte, non si fanno domande. La capacità di interrogarsi, di dubitare, di avanzare riflessioni è tipica dell’uomo. Ecco perché l’uomo è un progetto, mentre la tecnologia è solo il programma – il mezzo – con cui perseguirlo”.

GUARDA L’INTERVISTA DI OSCAR DI MONTIGNY A HEROES

Heroes On air – Ora con Oscar Di Montigny#heroes2017Nastro Azzurro

Pubblicato da Heroes, meet in Maratea su Sabato 23 settembre 2017

In un’epoca di stravolgimento come quello che stiamo vivendo, l’intensità del cambiamento è tanto evidente quanto gli effetti che si verificheranno (o si stanno già verificando). La Singularity University, fondata nel 2008 dall’ingegnere Peter Diamandis e dall’inventore Ray Kurzweil per offrire corsi basati sulle teorie della “tecnologia esponenziale” e della “singolarità tecnologica“, avverte: i settori di massimo bisogno ora sono quelli dell’educazione, dell’energia e dell’ambiente. E ancora il cibo, la salute globale, lo spazio, la sicurezza e l’acqua.

Perché? Il motivo è semplice, per quanto triste: “stiamo fallendo su tutta la linea – tuona Di Montigny – la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stata firmata nel 1948 e non c’è un solo punto che non stiamo disattendendo. Ecco perché dico, e continuerò a ripetere: umanità, torna”.

Oscar di Montigny a Heroes

 

Stiamo sempre più assistendo a fenomeni di profonda disillusione nei confronti delle classi dirigenti e delle fonti di informazione. La verità è che la fiducia, ormai, è il bene più prezioso e – allo stesso tempo – quello più difficile da conquistare. Gli scopi e i mezzi del capitalismo sono stati messi in discussione, il sistema che abbiamo prodotto non funziona, la crisi è un tema quanto mai pressante.

“Eppure – dice Di Montigny – abbiamo una fortuna pazzesca: siamo in crisi, ovvero nel punto cruciale di un affare. Il momento di fare è ora. Ed è proprio azione la parola chiave: attendere in un angolo non ci permetterà di non essere responsabili del futuro”. Quindi continua:

“la proposta che faccio è fare una rivoluzione, purché sia una rivoluzione delle coscienze. La battaglia da combattere è contro la mediocrità. Non servono grandi gesti, basta restare dove si è e iniziare a cambiare le cose che ci circondano, nel nostro piccolo. L’effetto a catena sarà dirompente”.

 

Giulia Bosi

www.goheroes.it