domande sul futuro

In futuro, tra venti, cinquanta o cent’anni vivremo una nuova era di splendore oppure un orrore cibernetico? Se lo chiedono in tanti.

Le macchine avranno il sopravvento, limitando la libertà e contribuendo a creare una realtà edulcorata per una società che avrà perso il senso dell’errore, del rischio, del bilico? Oppure saranno al nostro fianco nella sfida per un mondo più equo, più pulito, più sano?

Il lavoro?

Cosa sarà diventato il lavoro? Mollata ai robot la meccanica dell’azione ripetitiva, gli uomini potranno forse dedicarsi solo a immaginare il futuro e comporre sinfonie per il Nuovo Mondo, imparando a connettersi alle forze della natura per trarne insegnamenti e ispirazioni sempre nuovi? Oppure, schiacciati dalla morsa di robot sempre più dotati, la maggiorparte di essi vivrà ai margini della società, di compiti precari, avendo persa per sempre la speranza di ritrovare la vetta?
In che mondo vivremo? Che rapporto avremo costruito con la natura e le sue forze? Abiteremo, alcuni di noi, bassifondi maleodoranti, oppure avremo trasformato i nostri palazzi in palafitte naturali, perfettamente a loro agio tra gli arbusti delle foreste di platani?

Ad Heroes parleremo anche di questo. Perchè solo immaginando il futuro possiamo lavorare sulle soluzioni del presente, per le imprese, per le città, per gli uomini di domani.